Around Food: Thanksgiving, fra icone pop, melodrammi e tacchini ripieni


Around Food, Blog / mercoledì, 13 Novembre, 2019

Se penso al Thanksgiving Day la mia memoria non torna di certo fra i banchi di scuola, dove sicuramente qualcuno mi avrà spiegato com’è nata. No, io penso alla parata di Macy’s guidata dal vero Babbo Natale di Miracolo nella 34ª strada. Penso al tacchino ripieno e alla torta di zucca. Immagino tavoli circondati da persone a testa china che dicono una preghiera e poi, finito il grande pranzo, si raccolgono attorno alla TV a guardare il football. La festa del Ringraziamento non appartiene alla nostra cultura, tuttavia, ormai, è parte integrante del nostro immaginario collettivo. Ha i colori dell’autunno e prevede la preparazione di pietanze che abbiamo in parte importato e che, a quanto pare, ci piacciono parecchio. In Italia molti ristoranti hanno iniziato a proporre un menù a tema, in famiglia e con gli amici si gioca a festeggiare il Thanksgiving testando le ricette tradizionali americane, diventate, ormai, mainstream grazie ai numerosi siti e blog di cucina. Questo è accaduto anche, forse soprattutto, perché abbiamo guardato tanta, tanta, tantissima TV americana. Se quello legato a Miracolo nella 34ª strada si può considerare il mio primo Ringraziamento, ce n’è un altro al quale sono particolarmente legata, che ricorderà chi ha trascorso la pubertà a scegliere fra Dawson e Pacey, Jen e Joy. Dawson’s Creek celebra questa festività nella puntata “Amici per sempre”, durante la terza stagione, con l’irrinunciabile melodramma che lo caratterizza, lasciando che numerosi nodi sentimentali si allaccino e si sciolgano intorno al solenne momento del pranzo. Il ringraziamento porta con sé una tradizione di buoni sentimenti, fra i primi unione e gratitudine. Nel catartico momento in cui ci si siede a tavola e ci si prende la mano, le incomprensioni si appianano e non importa che accanto a noi ci sia un familiare o un amico, quando si è attorno al tacchino ripieno si fa parte del tutto.

Quasi ogni serie TV ha dedicato almeno una puntata al Thanksgiving Day, nella quale generalmente il tacchino ha vissuto, insieme ai tormentati protagonisti, rocambolesche disavventure che, per fortuna, nella maggior parte dei casi si sono risolte con il catartico momento alla Norman Rockwell. Chi non ha mai visto l’opera Freedom from Want, che ritrae una famiglia attorno ad un tavolo ben apparecchiato pronta a cibarsi dell’enorme tacchino che la nonna tiene pesantemente fra le mani. Credo sia la rappresentazione più conosciuta dell’America nel Thanksgiving, nonché una fra le più reinterpretate. La tavola e i suoi piatti hanno il valore di abbattere le distanze, accomunare le diversità e donare intesa. Il cibo è buono ed il convivio scivola leggero fra una portata e l’altra.

L’ultimo Ringraziamento al quale sono profondamente legata è quello di The Blind Side, film con il quale  Sandra Bullock ha vinto l’Oscar alla miglior attrice, tratto dalla vera storia del giocatore di football Michael Oher. Michael prima di diventare una star dello sport è stato un ragazzo problematico ed emarginato. La benestante famiglia Tuohy decide di prenderlo in casa per qualche tempo, ciò accade proprio dopo una rappresentazione scolastica del Thanksgiving, nella quale il secondogenito ha interpretato l’indiano. Nel giorno di festa Michael si risveglia a casa dei Tuohy, che lo accolgono nel loro abituale e abitudinario pranzo di famiglia, fatto di portate della rosticceria consumate guardando il football davanti alle due televisioni in soggiorno. Michael è uno sconosciuto, ma la signora Tuohy, decisa ad integrarlo e a farlo sentire un ospite ben accolto, spegne le televisioni e passa i cibi precotti dalle confezioni in alluminio ai piatti da portata. La famiglia si siede a tavola e festeggia il Ringraziamento come tradizione vuole in onore del ragazzo. La vita e, soprattutto, la televisione ci insegnano che non c’è nulla di più catartico di una tavola imbandita.

Se avete voglia di cimentarvi in un tradizionale menù del Ringraziamento, dovete cominciare sicuramente dal tacchino, per il quale è certo che ogni famiglia americana possiede una ricetta tramandata da generazioni. Ne trovate una squisita versione nel libro Natale con Gordon di Gordon Ramsey, che lo arricchisce con limone, prezzemolo e aglio. Sempre nello stesso manuale Gordon Ramsey ci insegna a realizzare la salsa d’accompagnamento Gravy, che viene preparata con alcune parti del tacchino, sidro e noci. Anche la salsa di mirtilli è un altro elemento immancabile del menù, perché si abbina perfettamente al sapore della carne. Per i più pigri, e per chi fatica a reperire i mirtilli rossi, consigliamo la Cranberry Sauce di Ocean Spry, che basta riscaldare e servire. Il Thanksgiving non è completo senza Mashed Potatoes, patate schiacciate arricchite con mashmallow e lasciate abbrustolire in forno e Cornbread, del quale trovate una versione nel libro di Laurel Evans Buon appetito America!

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