Around Food: Christina Tosi, Pastry Chef della nostalgia


Around Food, Blog / mercoledì, 22 Gennaio, 2020

In Italia l’abbiamo conosciuta grazie alla serie Netflix Chef Table, in quella che è, probabilmente, la più romantica delle puntate: Christina Tosi è riuscita ad eccellere in ciò che ama fare, ha trasformato la sua passione in una carriera sfolgorante, divenendo un mito della pasticceria americana, la Pastry Chef della nostalgia. Nata in Ohio, anche se di origini dichiaratamente italiane, da ragazza studia per diventare ingegnere, ma sente che la sua strada è un’altra e non rinuncia ad intraprenderla. Si diploma in pasticceria al French Culinary Institute di New York, in seguito, lavora al ristorante Bauley finché, nel 2005, diventa consulente per il Momofuku Restaurant e conosce David Chang con il quale, nel 2008, apre il primo Milk Bar (https://milkbarstore.com/). David Chang assaggia i suoi dolci e li reputa strepitosi, scorge in lei un incredibile talento e la spinge a spiccare il volo. Da allora i suoi locali sono diventati 18, l’ultimo ha aperto proprio a New York, città dove Christina Tosi ha imparato l’arte della pasticceria.

Il cuore della sua ricerca è la nostalgia, i suoi dolci rappresentano l’America del Junk Food, delle scatole di biscotti, del gelato alla spina e delle torte mangiate da bambini alle feste di compleanno. Lei prende tutti questi sapori “della memoria” e li imprime in dolci eseguiti a regola d’arte. Questa è la sua rivoluzione. La sua pasticceria è divertente, iconica ed emozionale. In un periodo in cui l’America oscilla fra vassoi di cupcake glassati e torte ricoperte di pasta di zucchero, la Tosi compie un percorso molto diverso, i suoi dolci risultano semplici come poteva esserlo la torta di mele preparata in casa dalla nonna, niente fronzoli, solo sapore. Ad arricchire gli impasti delle sue ricette sono snack e dolciumi legati al periodo infantile, quello in cui, probabilmente, i sapori s’imprimono nella memoria con maggiore forza ed in cui nascono le più grandi passioni. Utilizzare quei sapori lontani, trasformandoli con sapienza negli ingredienti chiave delle sue creazioni, l’ha resa una pasticcera unica nel suo genere.

Fra i suoi dolci più iconici c’è decisamente la Crack Pie che, a quanto pare, crea dipendenza! Le sue torte a piani sono nude, così che ogni strato d’impasto e di glassa risulti assolutamente visibile. In quella semplicità minimale si racchiude la magia della sua poetica ed una nuova interpretazione che ha sicuramente sconvolto l’immagine di questo genere di dolce. Forse la sua creazione culinaria più emblematica, però, è la panna cotta al latte e cereali, in grado di regalare ad ogni cliente del Milk Bar un istante di perfetta catarsi, in cui, con un solo boccone, ritornare al passato. Quasi ogni americano medio si rivedrà così in ginocchio sulla sedia, con i gomiti ben saldi al tavolo, una tazzona di latte fra le mani, in cui rimane l’ultimo dolce sorso al sapore di cereali macerati. Basta un morso, la vita si riavvolge.

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