Around Culture: Easter, un capodanno anglosassone


Around Culture, Blog / giovedì, 29 Marzo, 2018

La Pasqua di solito è associata alla Chiesa, ma ha un profondo significato che spazia oltre i confini religiosi.
Ciò che per il cristianesimo rappresenta la resurrezione di Gesù, è in realtà una festività anglosassone che affonda le radici molto tempo prima, come emblema di una primavera simbolica, descrivendo il momento di una rinascita, come accade per la natura in questa stagione. Lo suggerisce anche l’etimologia della parola, che deriva dall’aramaico Pasha, che significa “passare oltre”, alludendo a un nuovo ciclo che inizia, un vero e proprio “Capodanno”.

Perché il coniglio?

Anticamente gli anglosassoni veneravano la dea pagana Eostre (da cui deriva la traduzione inglese Easter di Pasqua), dea protettrice della fertilità. La celebrazione di questa divinità coincideva, infatti, con il giorno dell’equinozio di primavera e festeggiava la rinascita della vita. Quando poi si diffuse il cristianesimo, la festa pagana venne assimilata alla Pasqua cristiana. Eostre veniva raffigurata con una lepre in braccio in quanto animale fecondo e prolifico: le tradizioni si sono poi evolute fino ad acquisire il coniglio come animale simbolo per la sua inclinazione simile, ma si può notare che nelle raffigurazioni il suo muso assomiglia più a quello di una lepre. Il Babbo Natale pasquale è proprio l’Easter Bunny, un coniglio entrato a far parte del folklore di UK e USA.

Perché l’uovo?

Con il suo dischiudersi l’uovo rappresenta l’origine della vita, sposandosi perfettamente con la simbologia della Pasqua, da qui la tradizione di regalare le uova in segno di buon auspicio.
I bambini però se le devono conquistare: inglesi e americani organizzano l’Easter Egg Hunt e l’Easter Egg Roll. Il primo è una caccia al tesoro alla ricerca delle uova che i bambini credono siano state nascoste dall’Easter Bunny, il secondo consiste nel far rotolare le uova giù per le colline e poi cercare di afferarle meritandosi un premio. Leggenda vuole che nei primi anni del 1800 Dolley Madison, moglie del Presidente USA James Madison, aprì le porte del parco della Casa Bianca ai bambini americani per farli giocare all’Egg Roll.

Hot Cross Buns

Quella che per noi è la colomba, per gli anglofoni sono gli Hot Cross Buns, ovvero dei panini dolci ma con un retrogusto speziato e ripieni di uvetta, che si mangiano il Venerdì Santo. Hanno una forma quadrata e sopra una particolare guarnizione con una croce fatta di glassa che richiama la Crocifissione.
Pare che un monaco anglicano sia stato il primo a porre la croce su questo dolce nel dodicesimo secolo. Da allora, quel segno ha portato a diverse superstizioni, tra cui la credenza secondo cui tenere in cucina un hot cross bun possa tenere lontani gli spiriti maligni.

Hai mai festeggiato la Pasqua nel Regno Unito o in un altro paese anglofono?
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2 Replies to “Around Culture: Easter, un capodanno anglosassone”

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